Secondo il Report Gender Equality Index 2020 dello European Institute for Gender Equality (nato nel 2013 per misurare il livello di uguaglianza di genere in Europa), l’Italia guadagna qualche posizione arrivando al 14° posto con un punteggio di 63.5 su 100, mantenendo un buon trend di crescita che ci porta sicuramente tra i Paesi che viaggiano a ritmo più rapido. Questo dato però non è ancora sufficiente, infatti si stima che per raggiungere la completa parità di genere ci vorranno almeno ancora 60 anni. 

Il tema dell’inclusione e della parità di genere sta interessando sempre di più il mondo normativo cogente e tecnico (ISO e UNI) oltre che quello contrattuale collettivo (ad esempio il nuovo CCNL metalmeccanici) e questo è un forte segnale positivo che fa ben sperare in un impegno attivo da parte delle istituzioni. 

Al riguardo, una delle principali novità riguarda infatti la previsione di apposite misure di sostegno e tutele a favore delle donne vittime della violenza di genere 

La ISO 30415:2021 va a coprire un vuoto normativo e a fare chiarezza in un settore giovane come la Diversity & Inclusion. Le organizzazioni che intenderanno fissarsi degli standard internazionali ed evidenziare il proprio impegno sulla capacità di valorizzare le diversità ed essere inclusive hanno a disposizione un sistema di certificazione collaudato da più di mezzo secolo che rappresenta l’unico sistema di certificazione universalmente riconosciuto.

La finalità della norma non è imbrigliare l’organizzazione in un sistema di procedure, ma offrire un modello che consenta alle organizzazioni di innescare un processo di miglioramento continuo delle capacità inclusive e di valorizzazione delle diversità. In tal senso, la ISO 30415 riconosce che ogni organizzazione è diversa e che il vertice aziendale deve definire l’approccio più appropriato alla propria organizzazione, in base al contesto e agli obiettivi. E quindi sviluppare progetti di Diversity Management adatti alle proprie realtà ed esigenze.

La norma, naturalmente, si focalizza sui processi di gestione delle risorse umane in azienda ma non solo. Adeguarsi e certificarsi ISO 30415 significa aver messo “sotto controllo” processi HR fondamentali quali:

  • la pianificazione del personale
  • il reclutamento e la selezione
  • i processi di induction
  • la formazione
  • lo sviluppo ed il performance management
  • i piani di sviluppo
  • le politiche retributive

Ma la norma si rivolge all’azienda nel suo complesso prevedendo che l’impresa monitori, per esempio, anche i processi di business, procurement e relazioni esterne.

 

 

Lo sviluppo di un luogo di lavoro inclusivo richiede un impegno costante nei confronti della diversità e dell’inclusione per affrontare le disuguaglianze nei sistemi organizzativi, nelle politiche, nei processi e nelle pratiche, nonché nei pregiudizi e nei comportamenti consci e inconsci delle persone. 

Promuovere una cultura organizzativa diversificata e inclusiva può consentire a individui e team di prosperare e fare del proprio meglio in condizioni che consentono una collaborazione e una partecipazione efficaci. Costruire organizzazioni più eque, più inclusive e socialmente responsabili può aiutare le persone, indipendentemente dall’identità, dal background o dalle circostanze, ad accedere al lavoro e a sviluppare conoscenze, abilità e abilità fondamentali per il loro sviluppo personale e il loro benessere. 

Pertanto Audit in Italy  mette a disposizione degli interessati un’esclusiva check list comprendente tutti i requisiti necessari ad ottenere la certificazione secondo lo standard ISO. 

Inoltre, è in fase di preparazione la nuova Masterclass per Inclusivity Manager (certificazione ICEP), destinato a certificare le competenze nel definire progetti per la parità di genere all’interno di Aziende e PMI.

 

APPROFONDIAMO LA FIGURA DELL’INCLUSIVITY MANAGER

Inclusivity Manager: il suo contesto organizzativo

Partecipa a progetti specifici aziendali per la parità di genere1 in collaborazione con il settore HR, la direzione e gli eventuali supporti in ambito CSR e certificazioni sia di qualità sia specifiche relativamente alle condizioni di lavoro, può effettuare audit specifici in materia diretti e presso i fornitori2. La sua attività è parte dei progetti di inclusività3, può gestire il sistema di gestione delle segnalazioni (whistleblowing).

Che cosa fa l’Inclusivity Manager? (Ruolo)

Definisce progetti per la parità di genere;

Dove si inserisce l’Inclusivity Manager?

Nel contesto aziendale (area) collabora in particolare con: – Datore di lavoro (soprattutto per le micro e piccole aziende) – Responsabili Risorse umane – Settore Legal e CSR – Enti di certificazione e controllo;

Quali sono i compiti dell’Inclusivity Manager (azioni)?

Definire e monitorare progetti di parità di genere, e comunicarli;

 

Per ulteriori informazioni e pre-iscrizioni alla Masterclass per “Inclusivity Manager”

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