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Zero Impatto

Il nuovo approccio all'ambiente
Zero Impatto
Il nuovo approccio all'ambiente

Prime considerazioni per parlare di ambiente in modo innovativo.

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Per informazioni info@verifiche.info.

L’idea è quella di comunicare che gli impatti ambientali del mio prodotto sono nulli o “compensati” per “portarli a zero”.

Non è solo un modello o un metodo, è qualche cosa di più alto: è un approccio (una filosofia di prodotto) che deve guidare tutte le varie funzioni di un organizzazione. Siamo di fronte ad un problema complesso che riguarda più funzioni e più discipline.

Per impatto zero di un prodotto ai fini ambientali si intende un prodotto dove gli effetti ambientali negativi siano corretti con effetti ambientali positivi di almeno uguale ampiezza, se questo è possibile dal punto di vista tecnico dato lo stato dell’arte. Non sono necessarie compensazioni se gli effetti sono già ad impatto zero o non significativi (minori dell’1% dell’intero bilancio ambientale). Gli effetti non compensati perché tecnicamente non possibile devono essere marginali rispetto all’impatto generale del prodotto e conformi alle disposizioni di legge o alle migliori tecnologie di controllo ambientale economicamente applicabili.

L’eventuale compensazione degli effetti negativi della produzione deve avvenire attraverso azioni positive in termini di bilanciamento degli impatti negativi per l'ambientale. Dove questo non risulti possibile dal punto di vista tecnico, per compensazione si intende (nel breve periodo) la conformità alla legge oppure, se presente, il raggiungimento del livello di best practice.

Gli effetti positivi, se presenti, possono essere utilizzati in ottica compensazione attraverso la definizione o utilizzo di un modello di bilanciamento (standard o che permetta risultati ripetibili e riproducibili).

L'approccio “zero impatto” è tecnico (perché prevede un'analisi degli impatti), ma con finalità economiche e di mercato infatti l'obiettivo è valorizzarlo per il cliente o creare un vantaggio competitivo.

Il processo logico da seguire per partire con un progetto “zero impatto” è il seguente:

  • Raccolta dei documenti di riferimento: legislativi, normativi e scientifici.
  • Analisi del ciclo di vita del prodotto (anche parziale in caso di prodotti destinati a clienti industriali) al fine di individuare gli effetti ambientali significativi (logica del bilancio ambientale di prodotto);
  • Definizione delle azioni correttive per gli effetti ambientali tecnicamente compensabili;
  • Quantificazione, rendicontazione e comunicazione degli aspetti positivi (valorizzazione in ottica di compensazione)
  • Individuazione dei requisiti di legge o delle best practice per gli effetti che non possono essere tecnicamente corretti
  • Definizione dei modelli di controllo e monitoraggio dei processi determinanti sugli impatti da correggere, sulla gestione delle correzioni e sulla conformità alle disposizioni di legge o alle best practice.

Regole generali (requisiti di base)

Deve essere predisposto un documento che riporti i metodi di misurazione degli impatti di ogni fase della produzione. Devono essere riportati i metodi di calcolo per la determinazione della tipologia e dell’entità delle azioni compensative, con i necessari riferimenti di letteratura. Per azioni correttive che coinvolgano Enti o soggetti esterni all’azienda, deve essere presente una procedura di qualifica di tali soggetti basata sull’efficacia delle compensazioni da attuare. Deve essere presente un archivio legislativo o procedura per la consultazione informatica di archivi disponibili in rete, nonché documentazione aggiornata sulle best practice in uso nel settore e sui relativi costi. Eventuali esclusioni di best practice per motivi economici devono essere giustificate.

Devono essere verificabili le azioni di compensazione la cui tipologia ed entità deve essere riconducibile all’azienda.

È necessaria la visibilità degli interventi di compensazione, per cui la gestione forestale o riforestazione dovrebbe essere direttamente collegabile all’azienda e non rientrare in altri progetti o marchi. Meglio sarebbe se gli interventi fossero nella zona dell’azienda, ad es. recuperando aree degradate (possibili partner: i Comuni).

Per ogni informazione info@verifiche.info.

 

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