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ISO 20400 - Sustainable procurement - Guidance

Brevi note introduttive alla prima edizione di Aprile 2017


È una norma internazionale che “parla” di sostenibilità secondo quello che è oramai l'approccio corretto (in particolare promosso dall'Ocse e dalle Nazioni Unite) che prevede le tre dimensioni: quella economica, quella sociale e quella ambientale.

È tecnicamente una guida, dove non è presente l’approccio dei sistemi di gestione, non è quindi prevedibile una certificazione in forma diretta. La norma non prevede il modello high level structure anche se per alcuni versi può essere integrabile. La norma non è della serie delle ISO 14000, quindi non può essere considerata in un'ottica “pura” di “Green Procurement”, non sono presenti riferimenti normativi specifici, per cui può essere facilmente usata da sola.

Il modello di riferimento principale per questa norma e per la sua applicazione è la ISO 26000, quindi una norma legata principalmente alla CSR (responsabilità sociale di impresa), questo lo percepiamo in particolar modo se analizziamo il paragrafo delle definizioni e l’Annex A. Trattandosi di guida anche tutti gli allegati sono di natura informativa.

Considerando brevemente il contenuto i “requisiti” (tra “virgolette” perché trattasi di linea guida) base sono i seguenti.

Sicuramente il “requisito” del paragrafo 4 dove si mette in evidenza quelli che sono i principi le basi ed i concetti essenziali di questo argomento (aspetto metodologico e di consapevolezza).

Il “requisito” del paragrafo 5 che legato alle regole per il vertice aziendale ossia chi fa strategia in materia (importante).

Dopodiché abbiamo i “requisiti” dei paragrafi 6 e 7 che sono delle regole operative in particolare per chi deve definire processi di acquisto sostenibile e per le funzioni che si occupano attivamente di gestione fornitori e per quelle che sono le integrazioni che devono essere fatte nelle procedure aziendali, in particolare per quanto riguarda i contratti e documenti di relazione con i fornitori (aspetto sostanziale).

Questa norma può essere utile sicuramente alle grandi aziende che hanno un'attività relativa alla responsabilità sociale d'impresa; può essere utile al mondo della formazione per progettare corsi e attività in materia; può essere utile alle associazioni di categoria o al settore pubblico che devono progettare percorsi sulla sostenibilità, inclusi anche gli strumenti come i codici di comportamento di categoria o di filiera (può essere utlizzata come riferimento normativo).

Il valore di questa norma è difficile da individuare ad una prima lettura, essendo una guida non ha caratteristiche forti per la “compliance aziendale” o di gestione dei rischi, anche se prevede l’approccio ISO “minacce ed opportunità”. È in fase di verifica la sua adozione a livello italiano (fonte UNI).

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