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La nuova ISO 9001: i meta obiettivi della norma

Gli approfondimenti dell'incontro ACCREDIA


Ci siamo il dado è tratto. Peccato per chi non è potuto essere presente all’evento di Accredia organizzato per i tecnici della certificazione lo scorso 25 settembre 2015 a Milano durante il quale si è parlato anche della nuova versione della ISO 9001.

L’intervento è stato assegnato a Nicola Gigante, il delegato italiano ai lavori ISO sull’argomento, esperto di requisiti e profondo conoscitore dei retroscena che hanno portato alla nuova edizione di questo standard internazionale, che continua ad essere quello di gran lunga più diffuso la mondo (survey ISO 2014) e per il quale l’Italia è uno dei Paesi leader.

L’esperto Accredia ha ribadito i tre “meta” obiettivi della norma, immutati ma con molti nuovi requisiti di dettaglio: soddisfazione del cliente, conformità ai requisiti legali e conformità ad altri requisiti definiti dall’impresa. Due gli aspetti degni di nota, la soddisfazione del cliente è stata citata per prima; i requisiti non legali ma definiti dall’organizzazione o dal cliente sono frutto dei nuovi requisiti della norma che si riferiscono al contesto e agli stakeholder.

Questi i principali cambiamenti ricordati dall’esperto: l’importanza dell’introduzione della nuova norma (nella quale viene citata anche la sostenibilità) come insieme di informazioni essenziali per la sua lettura, due nuovi requisiti come il contesto e gli stakeholder che rendono la norma veramente nuova, il risk based thinking (non tradotto perché inteso ormai come concetto) che pervade tutta la norma ed entra specificatamente come requisito al punto 6 inserendo anche la dimensione di opportunità, il rinnovato vigore all’approccio per processi ora collegato a molti requisiti strategici e con stress sul “punto di decisione” e sul “possessore”, ed infine i processi all’esterno come parte integrante del sistema ma con controllo ragionato, tra i quali il requisito sulla comunicazione è ora più complesso e articolato.

Fortemente condivisibile anche la considerazione del relatore che ha più volte ribadito che si tratta di una norma “semplice” da gestire per chi lavora bene e con approccio migliorativo, il valore che aggiunge è l’approccio sistemico che rende più efficace e controllato quello che l’impresa già vuole raggiungere (essere efficaci ossia produrre l’effetto, il risultato).

La conclusione dell’intervento appare nella sua semplicità illuminante: ci saranno grosse difficoltà per chi deve verificare i nuovi sistemi (auditor ed enti di certificazione), ma la soluzione è già conosciuta e nella norma stessa: la verifica dovrà essere progettata e svolta per processi, con la volontà di capire quanto questi siano in grado di essere conformi ed efficaci, il resto sarà una conseguenza.

Anche questa riflessione è pienamente condivisibile da parte di chi scrive, peccato che saranno pochi gli auditor che riusciranno a farlo e pochissimi gli enti che chiederanno agli ispettori di farlo! 

Fonte: dal nostro inviato all’evento SB

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